Limited Edition 50 Copies
Seoul, capitale della Corea Del Sud, è simbolo di autonomia a livello mondiale, autosufficienza, ricchezza, ordine, disciplina, pulizia, educazione e qualità di vita molto alta. Così lo è il 90% della città, una piccola parte però rimane quasi nascosta o isolata da tutta questa perfezione e splendore.
Dai quartieri e mercati più grezzi e storici, si trovano mendicanti, pescatori, mercanti
o anziani che per pochi WON, si inventano mestieri o stili di vita che sembrano quasi arcaici al cospetto di una città così evoluta.
La maggior parte di questo viaggio fotografico scattato a pellicola dal fotografo
Federico Hurth, si concentra e porta attenzione su questi quartieri tradizionali della città Koreana, per poi concludere questo viaggio nel Moon Village, denominato così, il quartiere più povero e degradato della metropoli.
Da questo ammasso di case rudimentali, circondato da palazzi popolari, è così denominato “villaggio della luna” perché pare marziano e distaccato da una realtà totalmente diversa da quella di Seoul City. Da qui provengono e vivono la maggior parte dei mendicanti, homeless, umili persone, che ogni mattina si recano nel cuore della giungla urbana per affrontare la giornata e la vita alla quale sottostanno.
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Seoul, capitale della Corea Del Sud, è simbolo di autonomia a livello mondiale, autosufficienza, ricchezza, ordine, disciplina, pulizia, educazione e qualità di vita molto alta. Così lo è il 90% della città, una piccola parte però rimane quasi nascosta o isolata da tutta questa perfezione e splendore.
Dai quartieri e mercati più grezzi e storici, si trovano mendicanti, pescatori, mercanti
o anziani che per pochi WON, si inventano mestieri o stili di vita che sembrano quasi arcaici al cospetto di una città così evoluta.
La maggior parte di questo viaggio fotografico scattato a pellicola dal fotografo
Federico Hurth, si concentra e porta attenzione su questi quartieri tradizionali della città Koreana, per poi concludere questo viaggio nel Moon Village, denominato così, il quartiere più povero e degradato della metropoli.
Da questo ammasso di case rudimentali, circondato da palazzi popolari, è così denominato “villaggio della luna” perché pare marziano e distaccato da una realtà totalmente diversa da quella di Seoul City. Da qui provengono e vivono la maggior parte dei mendicanti, homeless, umili persone, che ogni mattina si recano nel cuore della giungla urbana per affrontare la giornata e la vita alla quale sottostanno.